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domenica 4 agosto 2013
Giapponesi, giapponesi, giapponesi!!!!!!
Finalmente ho capito. Voglio diventare disegnatore di giapponesi. Ma non di manga, eh! Proprio di giapponesi.
sabato 3 agosto 2013
mercoledì 30 gennaio 2013
martedì 11 dicembre 2012
lunedì 8 agosto 2011
mercoledì 3 agosto 2011
Roba vecchia.
Metto qui di seguito un po' si disegnetti e scarabocchi fatti tempo fa.
Questa qua sotto per esempio è un'illustrazione fatta per un'amica spagnola che sognava un incontro tra Wonder Woman e Wolverine e io, che i super-eroi proprio non riesco a prenderli sul serio (apparte "il Brutto", ovviamente) li ho immaginati così, come una coppia in crisi. Chi si intende di fumetti americani sa che i due personaggi appartengono ad editori diversi, per cui in un certo senso, l'illustrazione è un cross-over.
La traduzione per chi non capisse lo spagnolo. Wonder Woman: "Non è possibile, zio ('tronco' è espressione tipica di Madrid, un po' come a Roma dicono 'zio'), ogni cazzo di volta che ti arrapi mi distruggi un costume. E' il decimo...!"; Wolverine: "Wooops"; Wonder Woman: "...e togliti i calzettoni, coatto!!!"
Questa qua sotto per esempio è un'illustrazione fatta per un'amica spagnola che sognava un incontro tra Wonder Woman e Wolverine e io, che i super-eroi proprio non riesco a prenderli sul serio (apparte "il Brutto", ovviamente) li ho immaginati così, come una coppia in crisi. Chi si intende di fumetti americani sa che i due personaggi appartengono ad editori diversi, per cui in un certo senso, l'illustrazione è un cross-over.
La traduzione per chi non capisse lo spagnolo. Wonder Woman: "Non è possibile, zio ('tronco' è espressione tipica di Madrid, un po' come a Roma dicono 'zio'), ogni cazzo di volta che ti arrapi mi distruggi un costume. E' il decimo...!"; Wolverine: "Wooops"; Wonder Woman: "...e togliti i calzettoni, coatto!!!"
venerdì 15 luglio 2011
Faccione
Questo è uno dei miei primi disegni fatti direttamente a fotosciocco. E' un omaggio ai personaggi di un grande autore argentino, Ignacio Noè. All'epoca ero completamente ignorante di fotoscioPPe. Posto dunque questo disegno come forma di memento.
lunedì 4 luglio 2011
Vignette
Avevo comprato dei pantoni nuovi e volevo provarli. Come sempre, quando inizio a disegnare senza sapere cosa voglio rappresentare, il risultato è sbilenco e mal confezionato. Se posto questo sketchino è perchè, ripercorrendo indietro la storia dei miei scarabbocchi, scopro che ogni volta che mi accingo a provare un nuovo medio -così come mi è successo col fotoschiopp più di recente- tendo involontariamente a raffigurare dinamiche di coppia.
Ma ci avrò mica il chiodo fisso? Cosa direbbe Freud se fosse qui con noi in questo momento?
Probabilmente direbbe: "Però....sono un bel po' longevo!!!"
Ma ci avrò mica il chiodo fisso? Cosa direbbe Freud se fosse qui con noi in questo momento?
Probabilmente direbbe: "Però....sono un bel po' longevo!!!"
Non è bello ciò che è bello....ma che bello, che bello, che bello!!!
Un giorno mi hanno detto che il Fotoscioppo era 'na svorta.
Così mi hanno detto: "Aòh, fotoscioppo è 'na svorta!". Come a dire, "guarda che ti converrebbe, e di molto, imparare ad usare questo bel programmino!".
Io però non lo feci, chè mi sento un vero artista, di quelli un po' bohémien che vivono in cima alle soffitte e frequentano solo bettole fumose piene di ubriachi e prostitute. Ecco, io così mi sento. Quindi io il fotoscioppo non lo uso. Ma ti pare? Ve lo immaginate il nostro pittore di fine ottocento a regolare la saturazione della pelle della modella? E poi il fotoscioppo è un po' come barare, penso nella mia testina. Io, il disegnino, te lo faccio a mano, tutto in analogico, con mezzi naturali. Ti vado a prendere il giallo direttamente dal polline delle margherite e per il rosso sminuzzerò la terra di siena con la sola forza delle nude mani. Poi, con gesto libero ed espressivo, macchierò la tela ed ecco già far capolino il capolavoro. Perchè noi artisti veri ci piace di sbagliare. Siamo dei blade runner dell'esistenza. Invece col fotoscioppo correggi come e quanto vuoi. E' un po' come barare, il fotoscioppo. Ah, ti tremavano le mani? Fa nulla. C'è fotoscioppo! Hai sporcato di nutella e caffè il disegno? Beh, ma che problema è? C'è fotoscioppo, no? Hai accostato i colori come neanche un daltonico drogato farebbe? Ti sei appoggiato col gomito su quei bei segni di grafite B6? Non ti preoccupare! C'è sempre fotoscioppo!!! E allora a me quasi sembrava un furto ai principi stessi dell'arte. Uno scippo. Un fotoscippo!!!
Poi un giorno ho aperto il suddetto programma sul mio computer. Si, lo avevo il programma. Devi conoscere il tuo nemico se vuoi combatterlo, no? Dicevo, ho aperto il programma e ci ho fatto un disegno. Nemmeno io so che è e soprattutto all'epoca non avevo la minima idea di come funzionasse fotoscioppo. Tutti quei tastini e funzioni mi facevano venire il mal di testa. E allora butto giù un disegno che, mi dico, è il primo e l'ultimo. Poi torno agli acquerelli e agli acrilici, promesso. Tiro giù questo disegno che mentre lo faccio mi dico "ma che faccio?" e la risposta è "non lo so!". Ed ecco che mi ritrovo a trattare, senza volerlo, il tema della coppia. Una coppia forse non bella, di un disegno sicuramente non bello, ma insomma, non è bello ciò che è bello....ma col fotoscioppo mi diverto un bordello!!!

Così mi hanno detto: "Aòh, fotoscioppo è 'na svorta!". Come a dire, "guarda che ti converrebbe, e di molto, imparare ad usare questo bel programmino!".
Io però non lo feci, chè mi sento un vero artista, di quelli un po' bohémien che vivono in cima alle soffitte e frequentano solo bettole fumose piene di ubriachi e prostitute. Ecco, io così mi sento. Quindi io il fotoscioppo non lo uso. Ma ti pare? Ve lo immaginate il nostro pittore di fine ottocento a regolare la saturazione della pelle della modella? E poi il fotoscioppo è un po' come barare, penso nella mia testina. Io, il disegnino, te lo faccio a mano, tutto in analogico, con mezzi naturali. Ti vado a prendere il giallo direttamente dal polline delle margherite e per il rosso sminuzzerò la terra di siena con la sola forza delle nude mani. Poi, con gesto libero ed espressivo, macchierò la tela ed ecco già far capolino il capolavoro. Perchè noi artisti veri ci piace di sbagliare. Siamo dei blade runner dell'esistenza. Invece col fotoscioppo correggi come e quanto vuoi. E' un po' come barare, il fotoscioppo. Ah, ti tremavano le mani? Fa nulla. C'è fotoscioppo! Hai sporcato di nutella e caffè il disegno? Beh, ma che problema è? C'è fotoscioppo, no? Hai accostato i colori come neanche un daltonico drogato farebbe? Ti sei appoggiato col gomito su quei bei segni di grafite B6? Non ti preoccupare! C'è sempre fotoscioppo!!! E allora a me quasi sembrava un furto ai principi stessi dell'arte. Uno scippo. Un fotoscippo!!!
Poi un giorno ho aperto il suddetto programma sul mio computer. Si, lo avevo il programma. Devi conoscere il tuo nemico se vuoi combatterlo, no? Dicevo, ho aperto il programma e ci ho fatto un disegno. Nemmeno io so che è e soprattutto all'epoca non avevo la minima idea di come funzionasse fotoscioppo. Tutti quei tastini e funzioni mi facevano venire il mal di testa. E allora butto giù un disegno che, mi dico, è il primo e l'ultimo. Poi torno agli acquerelli e agli acrilici, promesso. Tiro giù questo disegno che mentre lo faccio mi dico "ma che faccio?" e la risposta è "non lo so!". Ed ecco che mi ritrovo a trattare, senza volerlo, il tema della coppia. Una coppia forse non bella, di un disegno sicuramente non bello, ma insomma, non è bello ciò che è bello....ma col fotoscioppo mi diverto un bordello!!!

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